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By Luca Valenziano

Fresco, dolce, gentil, lucido fiume,

formose piagge, colorita valle,

alte rive, antri foschi, ameni prati,

e voi, succinte e faretrate ninfe,

datte udienzia alle dolenti rime

cangiate dal mio primo allegro canto.

Rotta è la cetra, disviato è il canto,

poiché 'l suave mormorar del fiume

più non s'accorda con queste aspre rime.

Fere crudel fan rimbombar la valle

ove suolean cantar tenere ninfe

ghirlandate de fior dintorno ai prati.

Non fûr già mai sì verdeggianti i prati,

né sì lascivi gli ucelletti al canto,

né su tai colli sì leggiadre ninfe,

né tra duoe rive sì purgato fiume,

né di fioretti sì smaltata valle,

como al bon tempo de mie dolci rime.

Posto ho silenzio alle più ornate rime

che mai per alcun tempo udisser prati;

e ne sia sempre testimon la valle

di quel sì lieto et amoroso canto

che tante volte ha ritardato el fiume

per ascoltarme, e le pietose ninfe.

Io vidi meco sospirar le ninfe

al partir di colei, che senza rime

mi trae dagli occhi un più veloce fiume

che l'erbe bagna, e fa fiorir gli prati:

onde io vorrei senza l'usato canto

presto aver fine in questa chiusa valle.

Vale tu, dunque, o tanto amica valle,

valete, poggi, e venerande ninfe,

e vale tu, che m'interrompi el canto

nel tempo che dovean fiorir le rime.

Or son come l'ucello in questi prati

chi muor cantando su 'l Meandro fiume.

Ma se inanzi al mio fin ritorni al fiume

a serenar la nubbilosa vale

del mio cor vago in dilettosi prati,

ancor teco vedrò danzar le ninfe,

e a me fia forza ingeminar le rime

con novo stil de più suave canto.

Dolce, sereno e inusitato canto

asciugarà quel lacrimoso fiume

che mi fa sospirar con stranie rime.

Nectare e melle sudarà la valle,

e per virtù de le vittrici ninfe

ogni mostro uscirà fuor de' bei prati.

A te verrano per gli verdi prati

forse già alzate con la speme al canto

a coronarte di bei fior le ninfe,

e mentre ignude in mezo al chiaro fiume

laveran te, la fortunata valle

risuonerà tanta bellezza in rime.

Se mai fia che al suon de le mie rime

torni madonna a riveder gli prati

di questa solitaria e mesta valle,

allor dirò: – Sia benedetto el canto

di quella che mi prese a·rriva el fiume

quando Amor suole intenerir le ninfe. –

Fauno più volte, el buon Silvano, e ninfe

preditto m'han che con più culte rime

sì largamente di pietate un fiume

correr farò, ch'ai sitibondi prati

extinta fia la sete, e il nostro canto

più che mai dolce sentirà la valle.

Che fia non so, ma dentro a l'onde in valle

vorrei sepulcro alfin da le mie ninfe

per guidardon del primo altiero canto,

ove sia scritto, e poi cantato in rime:

– Questo irrequieto in gli amorosi prati

volse per tomba irrequïeto fiume. –

Liquido fiume, e tu pomposa valle,

floridi prati, e amorosette ninfe,

non vi scordate le mie rime e 'l canto.