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Che fia di me hor, che de la mia vita
Fra giorno e nocte più di mille volte
Che mercé chiama e non è chi l'ascolte?
Così dal ciel d'ogni disgratia è ordita
Né valmi homai chiamar più–aita aita!–,
Né so come da mi già mai disciolte
Fian l'amorose voglie in l'alma accolte,
Sì cruda e bella è chi ad amar me invita;
Né pietà trovo in sì summa beltade,
Ove sola pietà trovar dovrei,
Né trovo altro sperar che in sola morte.
Lasso solo io, a questa nostra etade,
Sol per fidele amare, i giorni mei
Finisco amaramente in dura sorte.