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By Alessandro Sforza

Che fia di me hor, che de la mia vita

Fra giorno e nocte più di mille volte

Che mercé chiama e non è chi l'ascolte?

Così dal ciel d'ogni disgratia è ordita

Né valmi homai chiamar più–aita aita!–,

Né so come da mi già mai disciolte

Fian l'amorose voglie in l'alma accolte,

Sì cruda e bella è chi ad amar me invita;

Né pietà trovo in sì summa beltade,

Ove sola pietà trovar dovrei,

Né trovo altro sperar che in sola morte.

Lasso solo io, a questa nostra etade,

Sol per fidele amare, i giorni mei

Finisco amaramente in dura sorte.