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By Giovambattista Marino

– Questa, che 'l bianco piè di Citerea

trafisse ignudo e del suo sangue tinta

rosseggia ancor, già fresca, caro Aminta,

a la tua Lidia in bocca oggi ridea.

Ma, mentre odor più dolce indi traea,

di più vivo color sparsa e dipinta,

secca (qual vedi) e vergognosa e vinta

cadde dal labro, ch'agguagliar credea. –

Sì disse Coridon. Mirolla fiso

e 'n lei di pianto un rugiadoso gelo

il misero pastor stillò dal viso.

– Felice Rosa (ei disse), o dal tuo stelo

teco nato foss'io, teco reciso,

come sdegnar puoi tu gli orti del cielo. –