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By Giovambattista Marino

Duo de la dea più bella augei lascivi

sovra un mirto gemean frondoso e spesso

e de' lor baci al mormorar sommesso

rispondean l'aure innamorate e i rivi.

Io ch'a l'erbetta in grembo i sonni estivi

traea non lunge, a la mia ninfa appresso

godea col dolce essempio al modo stesso

i diletti d'amor dolci e furtivi.

Quand'ecco con orribile rimbombo

la bianca coppia e semplicetta uccise

spinto da cavo ferro acceso piombo.

O che bei nodi un colpo empio recise:

da ac vaga colomba il bel Colombo,

da me Leucippe, e me da me divise.