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Duo de la dea più bella augei lascivi
sovra un mirto gemean frondoso e spesso
e de' lor baci al mormorar sommesso
rispondean l'aure innamorate e i rivi.
Io ch'a l'erbetta in grembo i sonni estivi
traea non lunge, a la mia ninfa appresso
godea col dolce essempio al modo stesso
i diletti d'amor dolci e furtivi.
Quand'ecco con orribile rimbombo
la bianca coppia e semplicetta uccise
spinto da cavo ferro acceso piombo.
O che bei nodi un colpo empio recise:
da ac vaga colomba il bel Colombo,
da me Leucippe, e me da me divise.