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By Giovambattista Marino

Qui, dove aperto da l'adunco dente

cadesti, o più fedel d'Agro e d'Ircano,

caro LIONZO mio, pregio sovrano

de' boschi e de l'ovil campion possente,

al tuo valor, da cui valor sovente

prender solea qual più feroce Alano,

povera tomba il vedovo Montano

sotto questo cipresso erge dolente,

ove dal tronco di tue glorie inciso

del cinghial, che sbranasti e che ti morse,

il teschio per trofeo pende reciso.

Ma tu di Citerea fatto se' forse

vendicator d'Adone in terra anciso,

del ciel custode e cacciator de l'orse.