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By Antonio Tebaldeo

Che costei, di che hor scrivo, asai più bella

sia de chi scrissi già, parme palese:

ché quella, incauto e simplice, mi prese

ne la lubrica etade e tenerella.

Questa, quando era l'alma mia ribella

facta per mille ricevute offese

e ne gli anni miglior', legomme e acese,

tal che ne vidi Amor rider cum ella.

Se di novo dovea la libertade

perder, piaceme almen che per possanza

magior l'animo mio domito cade.

Anci meglio era per minor, ché stanza

sempre de l'altereza fu beltade,

e chi in belleza, anche in superbia avanza.