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By Anton Francesco Grazzini

Ben avrebbe di tigre o di serpente

il fegato e 'l polmone:

ben sarebbe crudel più che Nerone

colui, che non avesse finalmente

dolore e passïone,

sentendo dir come il mal del castrone

con danno universale ha spento e morto

oggi Morgante Nano,

il più saggio ed accorto,

il più raro e sovrano

buffon, che mai vedesse o sole o stella:

Calandrino e 'l Gonnella,

il Balena e Strascino,

il Carafulla e 'l Rosso Fiorentino,

il Moretto Lucchese e 'l Tattamella,

con Giulian tamburino,

a petto lui non valsero un lupino.

Tra d'uomo e bestia, il nostro Morgantino

grifo, o mostaccio, o ceffo, o muso avea;

ma così nuovo e vario,

aguzzo e contraffatto, che parea

gattomammon, bertuccia e babbuino:

poscia l'un membro all'altro sì contrario,

sì scontro e stravagante,

che dal capo alle piante

mostrava scorto, a chi potea vedello,

essere un mostro grazïoso e bello.

Or chiude un freddo avello

bellezze e grazie cotali e cotante,

che portate ha Morgante all'altra vita;

or qui lasciando con doglia infinita

a ricordarci quando

egli leggiadramente motteggiando,

parlando e disputando,

e ballando e cantando,

ridendo e sospirando,

piangendo e bestemmiando,

ma sopra ogni altra cosa disputando,

ci dava tanta e sì fatta dolcezza,

che per la tenerezza

ne rallegrava in guisa

ch'ognun si scompisciava per le risa.

Or l'anima ha divisa

da quel corpo onorato

da signori e da principi bramato

e da duchi cercato,

da re, da imperatori,

e da tutti i maggiori,

come caro gioiel desiderato.

E sempre dove egli era, in ogni lato,

d'ogni età, d'ogni grado e d'ogni sesso

correvano a furore,

alle grida, al romore

tutte le genti per vederlo appresso;

lasciando ogni faccenda,

come se fusse l'Orco o la Tregenda.

E Siena e Roma e Bologna e Ferrara

alla sua vista rimaser stupite,

attonite e smarrite.

Ma s'ei poteva condursi a Vinegia,

quella città che pregia

virtù, valore ed ardir più che umano

o qualche nuovo e strano

animaletto leggiadro e ridicolo,

portava gran pericolo

di diventar gentiluom Viniziano.

Ma il povero cristiano,

sendo nato mortale,

era condotto a tale,

che per mostrarsi non cruda ed avara,

ma nell'opre d'onor più degna e chiara,

morte lo tolse a noi,

come fa sempre i più lodati eroi.