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Ben avrebbe di tigre o di serpente
il fegato e 'l polmone:
ben sarebbe crudel più che Nerone
colui, che non avesse finalmente
dolore e passïone,
sentendo dir come il mal del castrone
con danno universale ha spento e morto
oggi Morgante Nano,
il più saggio ed accorto,
il più raro e sovrano
buffon, che mai vedesse o sole o stella:
Calandrino e 'l Gonnella,
il Balena e Strascino,
il Carafulla e 'l Rosso Fiorentino,
il Moretto Lucchese e 'l Tattamella,
con Giulian tamburino,
a petto lui non valsero un lupino.
Tra d'uomo e bestia, il nostro Morgantino
grifo, o mostaccio, o ceffo, o muso avea;
ma così nuovo e vario,
aguzzo e contraffatto, che parea
gattomammon, bertuccia e babbuino:
poscia l'un membro all'altro sì contrario,
sì scontro e stravagante,
che dal capo alle piante
mostrava scorto, a chi potea vedello,
essere un mostro grazïoso e bello.
Or chiude un freddo avello
bellezze e grazie cotali e cotante,
che portate ha Morgante all'altra vita;
or qui lasciando con doglia infinita
a ricordarci quando
egli leggiadramente motteggiando,
parlando e disputando,
e ballando e cantando,
ridendo e sospirando,
piangendo e bestemmiando,
ma sopra ogni altra cosa disputando,
ci dava tanta e sì fatta dolcezza,
che per la tenerezza
ne rallegrava in guisa
ch'ognun si scompisciava per le risa.
Or l'anima ha divisa
da quel corpo onorato
da signori e da principi bramato
e da duchi cercato,
da re, da imperatori,
e da tutti i maggiori,
come caro gioiel desiderato.
E sempre dove egli era, in ogni lato,
d'ogni età, d'ogni grado e d'ogni sesso
correvano a furore,
alle grida, al romore
tutte le genti per vederlo appresso;
lasciando ogni faccenda,
come se fusse l'Orco o la Tregenda.
E Siena e Roma e Bologna e Ferrara
alla sua vista rimaser stupite,
attonite e smarrite.
Ma s'ei poteva condursi a Vinegia,
quella città che pregia
virtù, valore ed ardir più che umano
o qualche nuovo e strano
animaletto leggiadro e ridicolo,
portava gran pericolo
di diventar gentiluom Viniziano.
Ma il povero cristiano,
sendo nato mortale,
era condotto a tale,
che per mostrarsi non cruda ed avara,
ma nell'opre d'onor più degna e chiara,
morte lo tolse a noi,
come fa sempre i più lodati eroi.