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By Giovambattista Marino

– In grembo al chiaro Alfeo vidi pur ora

l'imagin mia nel verde ombroso chiostro,

et a se stesso ha il suo splendor dimostro

il vivo sol che la mia fronte adorna.

E se non mi dipinge e non m'infiora

rosa e giglio la guancia, avorio et ostro,

già non son io pero fera, né mostro

o de le notti mie novella Aurora.

Pur, qual da sole oscura nube e vile

da te roza sembianza e boschereccia

prender può qualità bella e gentile. –

Così con aspra e rustica corteccia

pettinandosi il crin presso l'ovile

parla il Ciclope, e poi di fior lo 'ntreccia.