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By Giacomo Leopardi

Cinto l'egregia

Fronte d'alloro;

Spirando intrepido

Regal decoro;

Lo scettro splendido

Reggendo in mano

Il forte avvanzasi

Rege Affricano.

Squassa la ferrea

Asta appuntata;

Il petto cuopregli

Lorica aurata.

L'acciar fulmineo

Al fianco pende,

Coturno argenteo

Il piè difende.

Feroci seguonlo

Le fide schiere

Nel cuore intrepide,

Nel volto fiere.

Intorno aggiransi

Gli elmi lucenti,

Gli acciari, e i nobili

Scudi fulgenti.

Come rimirasi

Fiamma furtiva

Strisciar per l'etere

In notte estiva;

Tali uscir vedonsi

Veloci lampi

Da l'armi, e scorrere

Pei vasti campi

guerra minacciano

Gli aspri guerrieri,

Feroci crollano

Gli alti cimieri.

Superbi innoltransi

Portando in cuore

Furioso, intrepido,

Marzial valore.

Il passo muovono

Con ferme fronti,

La spada ferrea

A impugnar pronti.

Alto grandeggia

Il Duce fiero;

Trascorre, ed anima

Lo stuol guerriero:

Che ardente, e fervido

Audace freme,

E il formidabile

Cesar non teme.

Quand'ecco avvanzasi

Ver l'Affricano

Il forte, e nobile

Duce Romano.

L'alte precedonlo

Insegne aurate,

Intorno cingonlo

Le schiere armate.

Tosto discendono

Dal cocchio altero

L'eroe Romuleo,

E il Rege fiero.

La destra porgonsi

Fede, ed amore

Giurando, e scacciano

L'odio, e il livore.

Ecco congiungonsi

L'alte bandiere,

E le sollecite,

Amiche schiere.

Il volto pingegli

Gioia, e contento,

Nel cuor magnanimo

Terrore è spento.

Unite avvanzansi

Guerrier valore

Spirando, e nobile,

Marzial furore.

Le lancie scuotono,

Snudan le spade:

Del Lazio mirali

La Libertade:

Al cuor ritornano

Giubilo, e speme;

Al forte esercito

Applaude, e freme.

Le meste lacrime

Terge sul ciglio;

Disprezza intrepida

Terror, periglio.