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Cinto l'egregia
Fronte d'alloro;
Spirando intrepido
Regal decoro;
Lo scettro splendido
Reggendo in mano
Il forte avvanzasi
Rege Affricano.
Squassa la ferrea
Asta appuntata;
Il petto cuopregli
Lorica aurata.
L'acciar fulmineo
Al fianco pende,
Coturno argenteo
Il piè difende.
Feroci seguonlo
Le fide schiere
Nel cuore intrepide,
Nel volto fiere.
Intorno aggiransi
Gli elmi lucenti,
Gli acciari, e i nobili
Scudi fulgenti.
Come rimirasi
Fiamma furtiva
Strisciar per l'etere
In notte estiva;
Tali uscir vedonsi
Veloci lampi
Da l'armi, e scorrere
Pei vasti campi
guerra minacciano
Gli aspri guerrieri,
Feroci crollano
Gli alti cimieri.
Superbi innoltransi
Portando in cuore
Furioso, intrepido,
Marzial valore.
Il passo muovono
Con ferme fronti,
La spada ferrea
A impugnar pronti.
Alto grandeggia
Il Duce fiero;
Trascorre, ed anima
Lo stuol guerriero:
Che ardente, e fervido
Audace freme,
E il formidabile
Cesar non teme.
Quand'ecco avvanzasi
Ver l'Affricano
Il forte, e nobile
Duce Romano.
L'alte precedonlo
Insegne aurate,
Intorno cingonlo
Le schiere armate.
Tosto discendono
Dal cocchio altero
L'eroe Romuleo,
E il Rege fiero.
La destra porgonsi
Fede, ed amore
Giurando, e scacciano
L'odio, e il livore.
Ecco congiungonsi
L'alte bandiere,
E le sollecite,
Amiche schiere.
Il volto pingegli
Gioia, e contento,
Nel cuor magnanimo
Terrore è spento.
Unite avvanzansi
Guerrier valore
Spirando, e nobile,
Marzial furore.
Le lancie scuotono,
Snudan le spade:
Del Lazio mirali
La Libertade:
Al cuor ritornano
Giubilo, e speme;
Al forte esercito
Applaude, e freme.
Le meste lacrime
Terge sul ciglio;
Disprezza intrepida
Terror, periglio.