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By Gian Giorgio Trissino

Deserte piagge e boschi ombrosi et hermi,

ove persona mai passar non suole,

hor allargando il freno a le parole,

posso sicuramente in voi dolermi.

Ma donde gli occhi lacrimosi e infermi

daran principio a i lor gravosi pianti?

O fortunati amanti,

che senza mai provar sdegni né inganni

Amor vi resse infin a gli ultim'anni!

Qual mio destino, o qual commesso errore,

o qual forza d'incanti, o d'arti maghe,

Donna, vi muta, e l'alte luci vaghe

fa di lacrime nuove e di dolore?

Ad altra donna già non volsi il cuore,

né volgerò giamai mentre ch'io viva;

e questa ombrosa riva

nel sapria dir, ch'ogni suo tronco et herba

de la mia fiamma anchor memoria serba.

Ma voi, dolci acque, e voi, fronduti faggi,

ne la cui scorza il suo bel nome incarno,

deh, per pietà, pregate lei che indarno

non adombri col pianto sì bei raggi;

e pesci, ucelli, et animai selvaggi,

sian testimon di tutti i pensier nostri,

e qualchun le dimostri

che, perch'io ricevesse anchor più torto,

non sarò d'altra mai, vivo né morto.