III

By Ascanio Pignatelli

L' alma beltà, che da due stelle al core

Quasi celeste influsso in me discese,

In cui vagando in mille parti apprese

Le prime fiamme il mio fatale ardore,

Passò ne l' alma, e 'mpresse il suo splendore

Vivo sì, che 'l mio giel non mi difese,

Anzi, qual raggio in vetro, ivi s' accese,

E trasse dal mio ghiaccio incendio fore;

Allor lo schermo, ond' io mi fea riparo,

Fe' proprio albergo, e l' armi, e questa mano

Volte a sua gloria i suoi trionfi ornaro:

E ben sottrarsi a dura sorte in vano

Altri si può, ned al suo fato amaro

Chi cede è men, che chi contrasta insano.