V
O alto, o sommo Sire, or grazia dona
al mio basso intelletto e cieca mente,
sì ch'io, che son della material gente,
con degna grazia renda a tuo persona,
amico car, non sì tosto corona,
solo sonetto o rima isdrucciolente,
né moral canto, né prosa lucente:
n'ha sol chi beve al fonte di Licona.
I' son mendico Biffol dell'ovile,
tuo grazioso antico fiorentino,
che sol grazia per grazia a te gentile
tre volte mille rendo, in tal destino
dell'opera leggiadra e bello stile,
non terren dico, ma canto divino.
Dolente, omè meschino,
benché m'accorgo del mie tempo breve,
come saetta passa ancor più leve!