V
A tanto quanto fortuna promette,
o de' cieli el disporre over pel fato,
all'apposita ciò mal preparato
esser vi può per divar vie o rette.
E se pur v'è, son tal quas'infette
nostre virtù pello 'ngegn'obbombrato
d'apetito lascivo o troppo amato
l'esser per noi le cose interdette.
Incognito rimansi e mal si scerne
della varia fortuna l'occult'abisso,
sì che stupir non de' si a maraviglia;
per cui lor moto son tre luc'eterne
e 'l senso nostro è da lor recisso,
se ben collo 'ntelletto alzi le ciglia.
Ché non pur cinque miglia
va a orizzonte el nostro antivedere,
pront'in giudicio e tardi nel sapere.