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Tempo saria ch'a la mia donna gissi,
per dispiegarle omai gli alti volumi
in che, con penne di pensiero, affissi
ciò che mai lessi e scrissi
ne' suoi leggiadri lumi.
Debb'io girmene pria che mi consumi,
o consumarmi con speranza verde
che in un punto si perde
a un suo disdegno più che morte oscuro?
Che tardi più, che fai?
Vattene via sicuro,
che, poi che teco l'hai,
verrà che, s'ella in te se stessa miri,
te seco per aver se stessa tiri.