XII
Il cieco insano vulgo estima uom saggio
chi tra la turba sa mirar sé solo,
e sé inalzando da vil stato a volo,
corse mai di fortuna un gran viaggio.
Poiché nullo mi die' di tal vantaggio,
la pietosa mia patria onoro e colo,
e traggo da mia sorte alto consuolo
che, perch'io giovo altrui, luogo non v'aggio.
Severa madre non vezzeggia in seno
figlio, che ne fia poscia oscura e vile,
ma grave in viso ancor l'ode e rimira.
Sì 'l mio fral, messo di ragione in freno,
la Provvedenza benedice e ammira,
ch'or mi fa degno di vostr'alto stile.