XXXIII

By Gaspara Stampa

Quando sarete mai sazie e satolle

del lungo strazio mio, de le mie pene,

luci, assai più che 'l sol chiare e serene,

ch'ora illustrate il vostro amato colle?

Quando fia che non sia di pianto molle

il petto mio, ch'a gran pena sostiene

l'anima fuggitiva, or che la spene,

ch'era sì poca, ancora Amor ne tolle?

Quando fia che vi vegga un dì pietose,

e duri la pietà vostra, e non manchi

tosto, come le lievi e frali cose?

O non fia, lassa, mai, o saran bianchi

questi crin prima, e quei sensi amorosi,

accesi or sì, saranno freddi e stanchi.