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By Angelo Di Costanzo

Questo livor, che del mio foco interno

il tetro fumo m'ha nel volto impresso,

come nel vostro cor dovrebbe spesso

crïar doglia e pietà, cria riso e scherno.

Né so pur come 'l gran Motore eterno

a voi comporti un sì gran tort'espresso,

che, per assai minor fallo commesso,

suol dannar altri al tenebroso inferno;

però che sol di mille un, ch'altri occida,

ha tanto di pietà l'alma ribella

che poi la morte ne gioisca e rida.

E veggio ben che mia perversa stella

vi fa pensare, et al mal far v'affida,

ch'all'inferno ir non puote alma sì bella.