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By Angelo Di Costanzo

Poi che, per venerar l'alta ferita

ch'i bei vostr'occhi fêr dentro al cor mio,

e per toglier di grembo al gran desio

la speme che solea tenermi in vita,

sete disposta a far pur dipartita

dal vostro patrio nido almo natio,

né può da tal pensier crudele e rio

piegarvi la mia pena aspra inaudita,

piacciavi aprir de la memoria spesso

le porte a l'alma, che mi lassa exangue

e 'n viva morte per venirvi appresso,

e, se non sete un cor di rigid'angue,

con ella dir:« Di quanta doglia oppresso

credi ch'il mio fedel senza noi langue? »