CXCIX

By Berardino Rota

Mentre febre m’assale, e mentre punge

dolor ch’a lato a lui la morte è gioco,

ecco il mio dolce inestinguibil foco,

che tanto m’arde più quanto è più lunge.

S’asside al letticciuol tosto che giunge

e di luce e d’odor riempie il loco;

e, consolando, al cor tremante e fioco

forza vital di novi spirti aggiunge.

Io ’l veggio, io ’l tocco, egli s’appressa e dice:

«Per te scesi dal ciel, te solo aspetto,

orsù, vien meco, il più tardar non lice».

Poi la man porge, io m’alzo; ahi, maladetto

sonno, perché mi lasci? O me felice,

se fosse allhor la sepoltura il letto!