CIV

By Gaspara Stampa

O notte, a me più chiara e più beata

che i più beati giorni ed i più chiari,

notte degna da' primi e da' più rari

ingegni esser, non pur da me, lodata;

tu de le gioie mie sola sei stata

fida ministra; tu tutti gli amari

de la mia vita hai fatto dolci e cari,

resomi in braccio lui che m'ha legata.

Sol mi mancò che non divenni allora

la fortunata Alcmena, a cui sté tanto

più de l'usato a ritornar l'aurora.

Pur così bene io non potrò mai tanto

dir di te, notte candida, ch'ancora

da la materia non sia vinto il canto.