CLXXII

By Franco Sacchetti

Perché virtù fa l'uom costante e forte,

a virtù corra chi vuol fuggir morte.

Che val fuggir quel che sempre s'apressa

e che ci guida ognora a mortal fine?

Corre la nostra vita, e mai non cessa

infin che giugne a l'ultimo confine;

chi più combatte contro a tal ruine,

più tosto è vinto e più s'appressa a morte.

Che val terra cercare o aer sano,

e 'n quello viver con l'alma corotta?

O pensier cieco, ignorante e vano!

Tant'è tua mente da' vizii condotta,

che l'alma immortal conquidi ogn'otta,

e 'l mortal corpo vuo' campar da morte.

Che val più tardi che più tosto andare

dove infinito è il tempo e·loco?

Quanti son folli, che pur credon stare

e trovansi inganati da tal gioco,

usando assai del male, e del ben poco,

tanto che vien la non saputa morte!

Che val, mia canzonetta, che tu canti

di quel che ciaschedun pianger dovria?

Vattene pur, e dillo a tutti quanti,

ch'alcun non fu già mai né è né fia,

che passar non convegna quella via

che ciascun fugge e che ci guida a morte.