CXLIV

By Gaspara Stampa

Ricorro a voi, luci beate e dive,

a voi che sète le mie fide scorte,

da poi che 'l cielo, Amor, fortuna e sorte

sono ai soccorsi miei sì tardi e schive.

Se per me in voi si spera e 'n voi si vive,

come avien che per voi pur si comporte

a star lunge da me quest'ore corte,

che 'l mio ben la pietà vostra prescrive?

Deh non state oggimai da me più lunge!

Fate che questo breve spazio sia

concesso a me d'avervi sempre presso;

ché l'ardente disio tanto mi punge,

che certo finirà la vita mia,

se non m'è 'l vagheggiarvi ognor concesso.