CXVI

By Franco Sacchetti

Io ho sì pieno il capo di pareti,

di brache e stacci e di santercolani,

di peli e barbe e di montepulciani

e di telai, di menale e di reti,

che volentier i' me n'andrei in Creti,

ancor più là, in terra di pagani,

per fuggir i noiosi canti e vani

di que' che mai non van per via cheti.

Così possa tornar il crudo Erode,

ma sian da quattro insino a dodici anni,

e non gli uccida se prima non gli ode.

Certo, se fosse, non fu a tanti danni

per gl'innocenti messo, quanto in lode

risonerebbe ne' celesti scanni.

Perché dispiaccion a ciascun che vive,

advegna lor ciò che 'l sonetto scrive.