II
O animal sacro, santo e degno
alt'e mistero, celeste e divino,
preordinato ad arbitro e dimino
di chi cerca goder te nel tuo regno,
di ver pan se' transferit'in benigno
corpo di Cristo e de l'uom consubrino;
congiunto con l'immenso unico in trino
te t'offeresti per vittim'al legno,
in sul qual fessi la santa oblazione
di te, Verbo incarnato, omo e dio,
per l'umana natura sol redemire.
Ond'i' te prego con gran devozione
che 'l mi' error ti risulti in oblio,
sì che per me a te possa venire
e li giubil sentire
dell'alt'e mirabil tuo gran sinfonia,
ove presiedi con tuo monarchia.