LXX

By Gaspara Stampa

O ora, o stella dispietata e cruda,

ch'io vidi dipartir la gloria mia,

lasciando di beata ch'io era pria

la vita mia d'ogni suo bene ignuda!

Da indi in qua per me si trema e suda,

si piagne, si dispera e si disia:

e sarà meraviglia, se non fia

che morte tosto queste luci chiuda.

Che, del lor fatal sol restate senza,

altra luce giamai mirar non ponno,

che lor non sembri notte e dipartenza.

Dunque o lor tosto, Amor, rendi lor donno,

o, per non soffrir più sì dura assenza,

tosto le chiudi in sempiterno sonno.