LXXVII

By Franco Sacchetti

La grazia, che dal cielo par che in voi piova,

infin di qua per fama sempre spica,

come lo 'ngegno vostro s'affatica

dove vertù nel suo valor rinova;

onde lo immaginar che dentro cova

nel mio pensiero, agli occhi fa tal brica,

che la lor luce tegnon per mendica,

se vostra vista già non la riprova.

Vostro conforto la mia mente sturba,

levandole d'atorno ciascun pruno

che con punture gli desse dolore,

intimo amico; e per maggiore amore

ho ricevuto in fiorentina urba

vostro grazioso, vago e caro muno:

la balatina, per voi adornata

con dolci note, in gran saver formata.