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By Anselmo Calderoni

Con l'aiuto di Quel che visse insonte

e quatro Vangelisti prima chiamo

e i quatro dottor di santa chiesa

e 'l cantor che a Gulia ruppe la fronte

e 'l savio de' Proverbi a costui ramo

e Pagol che bandì con tromba accesa

e quel d'Aquino, che fé tanta impresa

nella sacra Scrittura a farne chiari,

Grisostimo, Dominico e Bernardo

e tutti quei che 'l dardo

teolago hanno tratto, santi cari,

mi faccin forte e libero d'accidia,

ch'i' possa raccontar che cosa è invidia.

Quando Dio padre ebbe formato el mondo

che forma fé l'angelica natura,

el principal degli angioli sì bello,

e vedendosi fatto sì giocondo,

contra Quel, ch'avea fatto tal fattura,

sol per invidia gli si fé ribello,

per farsi e' qual Signore o maggior d'ello;

il perché la Giustizia tal peccato

volle punirlo con tutta sua setta,

ché lor natura eletta

diventò brutta, in pena ognun locato,

e piovvon nove giorni e nove notte

per arder sempre le 'nvidiose dotte.

La secondaria fu l'uom che non nacque.

Vedendosi crear di limo terra

e levarsi per man del Mastro eterno,

disubidir il comando gli piacque,

ben che 'l demonio gli facesse guerra

e la compagna sua, se 'l ver discerno,

per invidia e per farsi più superno;

el qual del suo Fattor passò 'l comando,

ché tal peccato acceca il peccatore,

il perché con furore

del paradiso terreste ebbe bando

e stette tanti secoli in l'abisso,

fin che 'l Figliuol di Dio fu crucifisso.

Terzia ti mostro Caino ed Abello.

Per acrescer il mondo piacque a Dio

ch'ognun di lor pigliasse la sorella;

non toccando a Caino il viso bello,

come invidioso, iniquo, falso e rio,

uccise il frate con l'anima fella,

per cui la luna se ne fa men bella,

ché 'l micidial v'è dentro per ispecchio,

per vero essemplo d'ogni invidïoso,

vizio a Dio sì noioso.

E questo basti in Testamento Vecchio.

E nel Nuovo dirò la quarta parte

con chiara sperïenza, ingegno ed arte.

Se raguardi al nostro Redentore

nel tempo ch'abitò in Ierusalemme,

amaestrando il popol disonesto,

predicando la fede con amore,

perch'acquistassen le superne gemme,

miracoli mostrando a quello e questo,

sol per invidia quel popol molesto

gli fece tanto oltraggio e tanto sdegno

di presura, di frusta e di guanciata,

e, la sentenzia data,

per la sua morte il conficcaro al legno;

ben che le cinque invidiose ferute,

fu di lor morte e de' cristian salute.

Ed Agustino in Civitate Dei

la 'nvidia assembra al solo uccel fenice,

che rinasce d'un vermine di fuoco.

Iosepo fu venduto per costei,

Iuda ha la forca per questa infelice

ed accecò San Piero in più d'un luoco,

Stefano e gli altri non sentiro giuoco,

e di Ierusalem ruì le mura

e disfece Cartagine con Troia

questa pessima noia;

disfece Roma ed abassò sua altura,

fé stare el popol di Dio nel diserto

e Danïelo a' lion fu offerto.

Aristotile al nibio la somiglia,

che vede ingrassare il suo figliuolo

nel nido, e col suo becco lo percuote

e fa marcir la sua carne vermiglia,

tanto che torna magro con gran duolo:

sì forte invidia in quell'animal puote.

E Seneca moral mostra 'n sue note

che gl'invidiosi abbaglion come cani,

e fagli impalidir torcendo gli occhi;

tempestan come sciocchi

e piedi e trieman d'invidia le mani

e dibatton i denti per dolore

ed abbaglion continüo nel core.

Di San Tommaso in secunda secunde

potrei più dire e d'autori assai,

ma qui conchiuder voglio il mio parere:

se vuoi che questa invidia si confunde,

vivi pur virtüoso sempre mai

e fingi l'invidiosi non vedere;

e, se vuoi fare a Dio sommo piacere,

increscati di quei c'han tal disgrazia

e per lor priega nelle tue orazione.

Altra provisïone

non c'è miglior: aver di pace grazia

in questo mondo e viver con vittoria

ed al fin posseder l'eterna gloria.

— Canzon, se vuoi si gusti il tuo sapore,

non contar l'aütore,

per che Matteo discrive a ventidua:

«Nemo profeta accepto in patria sua».