XII
Se non fosse che fermamente i' creggio
che l'anima entr'al corpo sia immortale
e ben per ben receva e mal per male,
la vita privarei de questo seggio;
ma, temendo saltar de mal in peggio,
remango in questa pasta corporale;
e hamme 'sto penser condutto a tale
che mille volte el dì la morte cheggio.
I' nacqui al mondo in misera fortuna,
la qual ormai non se pò cambiare,
perché la carne mia è già vecchia e bruna;
e un sol penser ho in mi a confortare:
ch'io veggio molti boni e vertüosi
più de mi troppo poveri e dogliosi.