XII
Cadea lasso il mio cor, ma fu ritegno
Man, che cade temendo in me si stese,
E di quel che chiedea larga e cortese
Aiuto porse, onde cercò sostegno;
Stringer con dolce forza al braccio segno
Di fuor mi fe', ma l' alma entro mi prese,
E 'l doppio incarco di sì care offese
Portar col corpo, e col pensier fui degno;
Né così vago, e glorioso il pondo
De le sue spere mai sofferse Atlante,
Com' in me provo il mio lieve, e giocondo:
Soave peso di felice amante,
Che ne gli omeri suoi sostene il mondo,
E 'l ciel raggira di bellezze tante.