XII

By Galeazzo Di Tarsia

Vide vil pastorel pietosa e leve

Scender a' prieghi suoi chi Delo onora,

Un selvaggio garzon la biond'Aurora,

Questa cinta di fior, quella di neve;

Altri, cui 'l Xanto, ma più il Tebro, deve,

La dea che il terzo giro orna e colora;

Altri, perché di gran desio non mora,

Un freddo marmo intenerirsi in breve.

Io voi quando vedrò, pregio del cielo,

Ignuda folgorar su l'erba fresca,

O sotto molle e prezioso velo?

Ahi, di misero amante van desiri!

Donna, s'esser non può, non vi rincresca

Che da quest'ermo colle io vi sospiri.