XX

By Giacomo Lubrano

A Te pari son Io, Verme affannoso:

ambi filiamo in aria i propri umori;

mi pasco d'ombre vane, e tu di Mori;

tu sempre affaticato, io mai non poso.

Tu langui al lampo, al tuon d'Austro nemboso:

io de l'oppresso cor svengo a i tremori.

Tu con tuoi lacci il carcere t'indori:

de le catene mie l'arbitrio è sposo.

Son le divise tue tra 'l biondo e 'l nero:

il flavo de la bile in me stemprato

di fuligini accese è fumo vero.

In ciò svaria fra noi le leggi il Fato:

che Io da le morti mie vita non spero,

tu da la tomba tua risorgi alato.