XXVI

By Ludovico Ariosto

Aventurosa man, beato ingegno,

beata seta, beatissimo oro,

ben nato lino, inclito bel lavoro

da chi vuol la mia dea prender disegno

per far a vostro essempio un vestir degno

che copra avorio e perle ed un tesoro,

ch'avendo io eletta, non torrei fra il Moro

e 'l mar di Gange il più famoso regno.

Felici voi, felice forse anch'io,

se mostrarle con gesti o con parole

voi potesse altro essempio ch'ella toglia.

Quanto meglio di voi, ch'imitar vuole,

serà, se la fede imita, se 'l mio

constante amor, se la mia giusta voglia!