XXVIII

By Giosue Carducci

O desiata verde solitudine

lungi al rumor de gli uomini!

qui due con noi divini amici vengono,

vino ed amore, o Lidia.

Deh come ride nel cristallo nitido

Lieo, l'eterno giovine!

come ne gli occhi tuoi, fulgida Lidia,

trionfa amore e sbendasi!

Il sol traguarda basso ne la pergola,

e si rifrange roseo

nel mio bicchiere: aureo scintilla e tremola

fra le tue chiome, o Lidia.

Fra le tue nere chiome, o bianca Lidia,

langue una rosa pallida;

e una dolce a me in cuor tristezza sùbita

tempra d'amor gl'incendii.

Dimmi: perché sotto il fiammante vespero

misteriosi gemiti

manda il mare là giù? quai canti, o Lidia,

tra lor quei pini cantano?

Vedi con che desio quei colli tendono

le braccia al sole occiduo:

cresce l'ombra e li fascia: ei par che chiedano

il bacio ultimo, o Lidia.

Io chiedo i baci tuoi, se l'ombra avvolgemi,

Lieo, dator di gioia:

io chiedo gli occhi tuoi, fulgida Lidia,

se Iperion precipita.

E precipita l'ora. O bocca rosea,

schiuditi: o fior de l'anima,

o fior del desiderio, apri i tuoi calici:

o care braccia, apritevi.