1 (145)

By Auteur inconnu

M'apparve un dì la mia crudel Fortuna,

E disse: “A me ti prostra: io son Colei,

Che può farti felice, e il puote ad una

Rivolta d'occhi, se infelice sei.”

Qual chi vede il nimico, e l'importuna

Voce n'ascolta, io mi rimasi, e a lei

Dissi irato: “Adorar più tosto alcuna

Delle Furie d'Averno, empia, vorrei.

S'adorano i Tiranni? io scopo e segno

Fui mai sempre a' tuoi dardi; or lusingarmi

Credi? sprezzo il tuo amore e il tuo disdegno.”

Stette allor qual chi pensa all'ire e all'armi;

Poi sparve di rossor tinta e di sdegno,

Per non saper, la rea, che mal più farmi.