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E pur le fiamme, che dal guardo avventi,
Sprezza la Tracia Belva, e pure assorda
Le Adriache sponde, e, del tuo sangue lorda,
Desta a nuove onte ognor l'ire frementi?
Ma non indarno arrotar unghie e denti
Veggioti, e scuoter gl'irti velli: or morda,
Morda te irato la vil fera ingorda
E 'l temerario ardire anco ritenti.
Alfin, ma tardi, dell'insano ed empio
Orgoglio accorta, alle ferite impresse
Forse fia de' tuoi sdegni orrendo esempio;
E un dì le ree condanni orme, che impresse
Del suo furore, nel fatal suo scempio,
Sdegnando ancor le sue vittorie istesse.