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O degli affanni e de' piacer' compagna
Del viver mio, mia sospirata Bice,
Dove vai? dove io resto, egro, infelice?
Chi la cara unione, ohimè, scompagna?
Perché all'anima mia, ch'invan si lagna
Del tuo partir, teco venir non lice,
Poiché virtù di pietra, erba o radice
– Misero! – non può far che tu rimagna?
Io trarrò i giorni in tenebre dolenti,
Pari alle notti; e viverommi intanto
Solo alla tua memoria e a' miei lamenti.
E dove non potrò col tristo canto,
Che 'l duol m'ha roco, celebre alle genti
Ti farà il grido del mio eterno pianto.