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Spesso tentai con passo tardo e lento
Dell'Arcadia le vie erme e remote,
Ed in sue vaghe fonti al vulgo ignote
Assetato tuffar le labbra e 'l mento:
Ma l'usato furore in me non sento,
Sonando i carmi miei torbide note
E veggendo di sull'eterne rote
Piover sul capo mio tema e spavento.
Crudo il Fato ver' me più che non suole,
Varcando Lete nell'Elisie strade,
Vuol che scevra e leggiera ombra men vole.
Ma voi sull'urna e in sacre note e rade,
Mesti cipressi e pallide viole
Spargete, se di me v'ange pietade.