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Lunga stagion mi presi Amore a giuoco,
Or tolto il velo a sue pupille, or fuore
Trattolo a forza a cantar mesto e roco
Delle stolte sue frodi il rio tenore.
Folle, chi crede aver domato Amore!
Nuove insidie mi tese, e a poco a poco,
Mal cauti gli occhi e mal difeso il core,
Strugger mi fé d'inestinguibil foco.
E disse: “Alfin sotto l'odiato incarco
Misero gemi. Or segui a darti vanto
Che non paventi di mia face e d'arco.”
Confuso allor gridai: “Occhi, che tanto
Fummo infelici a custodire il varco,
A me la doglia, a voi ne tocca il pianto.”