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Quando i' men vo verso l'Ascrea Montagna,
Mi si accoppia la Gloria al destro fianco:
Ella dà spirti al cor, forza al piè stanco,
E dice: “Andiam, ch'io ti sarò compagna.”
Ma per la lunga inospita campagna
Mi si aggiunge l'Invidia al lato manco,
E dice: “Anch'io son teco”; al labbro bianco
Veggo il veneno, che nel suo cor stagna.
Che far degg'io? Se indietro io volgo i passi,
So che Invidia mi lassa e mi abbandona,
Ma poi fia che la Gloria ancor mi lassi.
Con ambe andar risolvo alla suprema
Cima del Monte. Una mi dia corona,
E l'altra il vegga, e si contorca, e frema.