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By Auteur inconnu

Cigno gentile, il tuo canoro ingegno

Della Terra e del Ciel gli angoli empìo;

E, rintuzzando a Lete il fosco sdegno,

Trasse raggi d'onor dal biondo Dio:

Tu, nutrendo nell'alma alto disegno,

Ergesti sulle nubi il gran desio;

E, passando col senno oltre ogni segno,

Recasti invidia al Mincio, invidia a Chio.

Ornamento tu sei del secol nostro,

Alla cui penna omai non è disdetto

Trar dall'eternità lume d'inchiostro.

O dell'Arcadi Avene inclito oggetto,

Mentre ne i carmi tuoi tu mi sei mostro,

I tuoi carmi a gli altrui son di suggetto.