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By Auteur inconnu

Sillo, nol niego: la dolente e cara

Memoria di Filen porto scolpita

Nel core ancora, e la sua morte amara

Io sempre piangerò, finché avrò vita.

L'avena tua, che così dolce e chiara

Risuona in ogni colle, a non più udita

Costanza applauda e all'alta fede e rara,

Che a un estinto Pastor pur tienmi unita.

E s'avverrà che un giorno tu riveggia

Il bel Sassuolo, e che sereno e grato

Fecondi il Ciel la tua novella greggia,

Ripiglia sì, ripiglia il canto usato;

Che là, dove più grato il suol verdeggia,

Verrà ad udirti quello spirto amato.