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Poiché d'Italia in ogni parte appare
Con sembianze d'orror Marte inumano,
E giace esposto lo infelice piano
A stragi attroci ed a rapine avare;
E che noi figli d'alme illustri e chiare,
Che il destin delle genti ebbero in mano,
Il Tempio non possiam chiuder di Giano,
Né a quel di Gloria per via d'armi andare;
Di Minerva gli studi almi ingegnosi
Omai seguiamo, e con onor più degno
Vinciam le avversitadi co' riposi.
E sarem, sua mercede, in mezzo al regno
De' disastri e dell'armi, un dì famosi,
Quant'altri per valor, noi per ingegno.