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Amor, chi è questa, che sì lieta move
Il franco piè verso romita cella,
Questa, cui pari non si vide altrove
Al volto, a i gesti, al riso, alla favella?
Io so che del suo ciglio all'alte prove
D'aspra resa t'avresti ogni alma ancella,
Onde fama n'andrebbe in fogge nuove
Di te parlando più sonora e bella.
Ma tu fra vulgar gente ti nascondi
Pien di vergogna, e infranto arco e saette
Rapido fuggi, né al mio dir rispondi.
Oh di costei sull'orme al Ciel dilette
Gite or pur cinte il crin di sagre frondi,
Né più temete Amor, Vergini elette.