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Ahimè, ch'io vedo il carro e la catena,
Ond'io n'andrò nel gran trionfo avvinto;
E 'l collo mio, di sua baldanza scinto,
Giro di ferro vil strigne ed affrena!
E la superba il carro in giro mena,
Ove il popol più denso insulti al vinto;
E strascinato, e d'ignominia cinto,
Fammi l'empia ad altrui favola e scena.
Quindi mi tragge in ismarrito speco,
Ove implacabil regno ave vendetta
Fra strida disperate in aer cieco;
E col superno piè m'urta, e mi getta
Dinanzi a lei, con cui rimango; e seco
Chi può pensar qual crudeltà m'aspetta.