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By Auteur inconnu

Se pietosi talor ver' me volgete,

Donna gentil, del secol nostro onore,

I bei vostr'occhi, al timoroso core

E la speme e 'l diletto allor porgete.

Se disdegnosi poi li rivolgete,

Sento meco tremar lo stesso Amore,

Poiché fugge la speme, e col timore

Pianti, affanni, sospiri a me rendete.

Così me prendon duo contrarj a scherno:

Lo sdegno mi vuol morto, e la pietate

Vuol pur ch'io viva in sì penoso inferno.

Dolce nemica mia, perché non fate

Che la pietade o che il rigor sia eterno,

Se la mia morte o la mia vita amate?