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Quell'io, ch'un tempo nell'età fervente
Vissi morendo al folgorar d'un guardo,
Che, balenando ognor lume bugiardo,
Fé d'impuro desio l'anima ardente,
Or d'altra etade altro pensiero in mente
Tepido accoglio, e più d'amor non ardo,
Ché di ragione il moto lento e tardo
Contra il caldo d'amor fu sol possente:
Così del van desio l'anima sciolse
Il tempo, e fu dal tempo il fuoco spento,
Che né forza, né luogo allor ritolse;
E alfin del lungo suo vaneggiamento
L'effeminato mio pensier raccolse
Frutto sol di vergogna e pentimento.