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By Auteur inconnu

Selve, felici selve, in cui sovente

Dalle ceneri sacre e a Pan sì grate

D'Arcadia escon faville, e appena nate

Sfolgoran raggi di virtude ardente,

Quanto v'invidio, poiché il Ciel consente

Che voi tai lumi di virtù destiate,

E l'antiche memorie ed onorate

Sorgan dal lezzo, ove giaceano spente!

Per voi s'apre Elicona, e a voi Natura

Scuopre gli arcani suoi, qualor difforme

Dal ver travia l'umana mente oscura.

Ben or sper'io che dietro alle vostr'orme

Possa un tempo innalzarmi alla più pura

Parte, e di tanta luce anch'io m'informe.