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Dissi un giorno ad Amore: “Oh se l'amico
Destin mi guida alla mia Bella avante,
Quante allora vo' far querele e quante
Contra quel cuor, ch'è di mia fe' nimico” .
Alfin vi giungo, e 'l dolce laccio antico
Vòlgo in mia mente, e l'ardor mio costante,
E la mia fedeltà; ma in un istante
Molto fo, molto penso, e nulla dico.
L'alma, che sulle labbra esser dovria,
Mezza appare su gli occhi, e mezza al core
Vola in soccorso della doglia mia.
Essa, che ben conosce il mio dolore,
Resta, qual sempre fu, tiranna e ria:
Io resto al par di chi si tace e muore.