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By Auteur inconnu

Parla, o Signor, ché il servo tuo t'ascolta,

Parla, e il divo parlar, qual raggio, scenda,

Che in me, vinta dell'Uom la nebbia folta,

Lo 'ntelletto rischiari e 'l Mondo accenda:

L'Alma, che s'affannò dietro la stolta

Legge de' sensi, a miglior legge intenda,

E, de' gran' falli in un mesta e disciolta,

Mentre in lei tu discendi, ella a te ascenda.

Parla con quel parlar, ch'è onnipotenza,

Che in te fa un altro te, che fuor fa il tutto,

Che in te è persona e che nel tutto è essenza:

Parlar fecondo: ch'ogni error distrutto,

Qual seme, in noi produce conoscenza,

Di cui Fede, Speranza e Amor son frutto.