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Per dar conforto Amore al mio tormento
Col balsamo d'obblio a tutte l'ore
La piaga ungendo va, ch'ei fece al core,
E qualche rifrigerio, è ver, ne sento;
Ma la ferita poi per un momento
Se vien saldata, ahimè, torno al dolore,
Perché l'idea del mio gradito Amore
D'ivi mirare allor non ho il contento:
Onde a squarciarmi il petto io son forzato,
Per non morire in sì penoso affanno,
E son di nuovo dal crudel piagato.
Così soffrendo vo sempre l'inganno,
Infelice che son, del Nume alato,
Che sì finge pietoso, ed è tiranno.